mercoledì 22 ottobre 2014

Canzoni Contro la Guerra - Parte la rubrica settimanale di #DefendYourArt

Proponiamo oggi la prima di una lunga lista di canzoni che hanno come tema la guerra, i conflitti, la nostalgia per la propria terra, la rabbia per essere lontani da casa ed il dolore di chi è costretto a dover uccidere un proprio simile. Il soggetto ha ispirato i più grandi musicisti del Novecento che ci hanno lasciato talvolta veri e propri capolavori. Con questa prima canzone vogliamo far partire questa piccola rubrica settimanale, pubblicando di volta in volta un pezzo di autori nostrani ed internazionali con relativo testo e link al video della canzone. Nessun limite di genere ne tantomeno di tempo ovviamente!

Iniziamo con un classico del cantautorato italiano, ovvero con il grande Fabrizio De Andrè e uno dei suoi brani più famosi, La Guerra di Piero.

Il pezzo venne inciso da De Andrè nel luglio del 1964 a Roma e fu pubblicato su di un 45 giri che conteneva sull'altro lato "La Ballata dell'Eroe", brano anch'esso dedicato al tema della guerra. Pare che l'ispirazione provenga dai racconti di suo zio Francesco, il fratello della madre, che visse tutta la campagna di Albania. Oggiogiorno rimane indubbiamente uno dei capisaldi della canzone italiana e non semplicemente quella legata al tema della guerra.
Di seguito le meravigliose parole che compongono il suo testo:



Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma son mille papaveri rossi

lungo le sponde del mio torrente 
voglio che scendano i lucci argentati
non più i cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente

così dicevi ed era inverno
e come gli altri verso l'inferno
te ne vai triste come chi deve
il vento ti sputa in faccia la neve

fermati Piero , fermati adesso
lascia che il vento ti passi un po' addosso
dei morti in battaglia ti porti la voce
chi diede la vita ebbe in cambio una croce

ma tu no lo udisti e il tempo passava
con le stagioni a passo di giava
ed arrivasti a varcar la frontiera
in un bel giorno di primavera

e mentre marciavi con l'anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle che 
aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore

sparagli Piero , sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue

e se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore

e mentre gli usi questa premura
quello si volta , ti vede e ha paura
ed imbraccia l'artiglieria
non ti ricambia la cortesia

cadesti in terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che il tempo non ti sarebbe bastato                
a chiedere perdono per ogni peccato

cadesti interra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che la tua vita finiva quel giorno
e non ci sarebbe stato un ritorno

Ninetta mia crepare di maggio
ci vuole tanto troppo coraggio
Ninetta bella dritto all'inferno
avrei preferito andarci in inverno

e mentre il grano ti stava a sentire
dentro alle mani stringevi un fucile
dentro alla bocca stringevi parole
troppo gelate per sciogliersi al sole

dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi.

Nessun commento:

Posta un commento