venerdì 17 ottobre 2014

Da Linkiesta.it - Quando l'arte diventa un business per la malavita

Il mercato dell'arte è un investimento sicuro per la criminalità organizzata dato il suo grande valore e la possibilità di falsificazione. Soprattutto tra il pubblico di "non intenditori" si concentra gran parte del mercato e purtroppo le pene previste sono al momento irrisorie.

Di seguito un estratto dell'articolo di Luca Rinaldi (@lucarinaldi) da Linkiesta.it:

Paul Cézanne Le Cabanon de Jourdan del 1906,
tela rubata e poi recuperata insieme a due Van Gogh nel 1998

"A impressionare sono ancora i numeri: sono circa 11mila i siti controllati dalle forze dell’ordine, ma anche nella dimensione più materiale delle gallerie, stando ai controlli del reparto Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri su otto opere esaminate tre risultano false. Un piatto ricco quello del mercato nero e del collezionismo dell’arte, che vede otto organizzazioni criminali operanti nel settore, a cui nel solo 2012 sono stati sequestrati poco più di 4mila falsi.
Un settore redditizio e adatto per riciclare milioni di denaro sporco, con opere d’arte che escono e rientrano dall’Italia dopo essere state all’estero, mentre, come spiegano gli investigatori «diventano conti correnti, moneta di scambio nei paradisi fiscali, società, attività imprenditoriali e beni»[...]"




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